giovedì 14 marzo 2019

Breve storia del Castro-Chavismo in Venezuela - by Asha Nair



(Dedicato a CC)
1. Il Venezuela è stato oggetto di un vero e proprio PIANO DI CONTROLLO da parte del Partito Comunista Cubano, che a partire dall'89 era rimasto isolato e privo del sostegno dell'URSS.

2. Nel Foro di SaoPaulo, del '90, furono chiamati a raccolta tutti gli amici-compagni del mondo, per aiutare Cuba.
E chi erano gli amici di Cuba?

3. Tutti coloro che Cuba aveva finanziato e aiutato nel tempo, perseguendo il folle progetto di 1,2,3,1000 vietnam.


Ovvero, non margheritine tipo Gretina, ma omaccioni con gli stingers e le tenaglie per torturare. O le cinture esplosive.

4. Il risultato fu, per certi aspetti, un enorme successo: pianificare nazione per nazione la presa del potere di un continente come l'America Latina era una impresa davvero colossale, che solamente Castro era capace di imbastire e PORTARE AL SUCCESSO.

5. Castro aveva già da tempo seminato il terreno di una gramigna portentosa, che magicamente fioriva e sviluppava in pochi secondi, diventava rigogliosa e soprattutto AGGRESSIVA:
L'antimperialismo USA.
6. Con un ingrediente base come questo, bastava condire "el guiso latinoamericano en salsa Bolivariana", e ottenere 1-10-100 CUBE.
Il primo additivo fu Bolivar: da sempre concorrente di Guevara nei cuori dei latinoamericani, perlomeno della fascia caraibica, pur essendo disprezzato dai cubani, probabilmente per gli argomenti di Chavez fu scelto come bandiera.


7. Ma Bolivar non era comunista, così lo imbalsamarono nel Socialismo del XXI secolo.

La prima nazione chiave da conquistare era dunque il Venezuela ed il suo ruolo chiarissimo: finanziare tutta la baracca con qualcosa che Cuba bramava: il petrolio.
8. Seguendo in parte il copione del Caracazo e in parte innovandolo con Gramsci, si punto' tutto su un Tenente-Coronel, in pratica una eroica riedizione del Moncada.



9. Fu l'inizio della proiezione di Chavez sul palcoscenico mondiale, illuminato da Castro, l'antimperialismo, il socialismo del XXI secolo (di la da venire).
10. Si comincio a delineare il cosiddetto Franchising Cubano, ovvero un pacchetto di tattiche e strategie da far adottare ad un paese per prenderne il potere e BLINDARLO PER SEMPRE (STILE CUBA).
(Stiamo parlando di paesi del sudamerica, non dell'europa).
11. Il franchising comprendeva IN UN PRIMO MOMENTO un socialismo light, che scendeva verso le necessità primarie della gente (barrio adentro=salute, e le varie mision sociali), affiancato :
12. SPOILSYSTEM CUBAN-GRADE!, ovvero il piazzare CUBANI (che, ricordate, dovunque siano, rispondono al comandante en Jefe) in TUTTI i gangli vitali del paese: dogane, porti, servizi segreti, ANAGRAFE, ordine pubblico, interrogatori, detenzioni, spionaggio, etc
13. MEDIA: la campagna contro i media a ei giornalisti fu ruthless: alcuni vennero comprati da amici del chavismo in disguisa, altri soffocati con la mancanza di carte e credito, altri direttamente chiusi.
14. ANAGRAFE: i cubani non ne sanno molto di elezioni, ma sanno come vincerle: barando.
          "Non importa di che colore è il gatto, purché acchiappi i topi" (Mao)
15. PORTI: Le petroliere furono messe sotto il controllo cubano, che iniziarono ad usare il decrepito cienfuegos per giustificare oscuri traffici (embargo) ed essere dirottate su mercati “borderline” (russia, cina)
16. AEREOPORTI: L’aereporto di Maiquetias, Caracas, fu posto sotto controllo cubano e così gli altri aereoporti internazionali, per controllare chi entrava o chi usciva, ma soprattutto per NON CONTROLLARE chi entrava e usciva (Cuba, Iran, guerriglieri, etc), il che costituì un hub anche per il “business” cubano, che usava venezuela come base “pulita” delle operazioni.
17. COLLEGI ELETTORALI: In vista delle elezioni-chiave del 2005 furono e riorganizzati gli elettori secondo modellando i collegi elettorali usando uno dei più infami metodi concepiti per ingabbiare la gente: la lista Tascon.

18. Nel 2004 si tenne il Referendum Revocatorio, un tipo speciale di referendum previsto dalla costituzione che permetteva che, con un certo numero di firme, si potesse revocare il Presidente.
19. L'opposizione cadde nella trappola, e dopo una campagna DI FUOCO, più o meno TUTTI I VENEZUELANI andarono a votare pro o contro il presidente!
20. Persero, e per di piu il deputato chavista Tascon andò di persona a prelevare le schede di quelli che avevano votato SI, e per rendere PERVASIVA l'eliminazione di queste persone CREARONO UN PROGRAMMINO SU CDROM in cui poter verificare all'istante se avevi firmato CONTRO il Presidente.
21. Il Programmino fu diffuso in migliaia di copie, e portò al licenziamento o allontanamento o abusi su migliaia di venezuelani, raggiungendo in poco tempo il risultato di escludere quelli che avevano firmato da incarichi rilevanti, o semplicemente da piccoli e grandi privilegi.
22. Nel 2005 questi dati furono usati per riconfigurare i collegi: avendo svolto un REFERENDUM, si aveva una mappa pressoché perfetta della situazione nei vari distretti.
23. Come non bastasse, (ma adesso è tutto chiaro) si introdussero DUE APPARATI ELETTRONICI PER LA VOTAZIONE:
le cattura-impronte (Capta-Huellas) e la votazione elettronica.
24. "Le captahuellas, macchine che identificano la persona attraverso la sua impronta digitale, fanno parte dell'immaginario venezuelano da anni.
Si è cominciato ad usarle nel 2004 per votare e si è finiti ad utilizzarle per controllare l'acquisto di prodotti. “
25. L'ultimo ad installare queste macchine con il sistema Biopago è stato Banco Venezuela, un ente finanziario pubblico che nell'aprile 2018 aveva 13 milioni e 528 mila clienti, pari al 66% del registro elettorale venezuelano ."
26. La Trampa electoral del 2005 servì a ingabbiare la popolazione in una rete di ricatti, costituiti dall’appartenenza al PSUV, il carnet de la Patria (la libreta cubana 2.0), le espropriazioni, i colectivos motorizados e l’incessante retorica chavista, che continuamente ti dice come comportarti (la ducha de chavez, o le cuociriso, o le lampadine di castro), il tutto in assenza completa di opposizione nei giornali, o radio o televisioni.
27. Da allora l’opposizione ha tentato cento volte cento metodi, ma nessuno ha funzionato.
Fino ad arrivare all’estate del 2018, quando maduro cominciò ad ammazzare i dimostranti.
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28. Nel frattempo il paese è andato deteriorandosi, non per l’ingerenza o l’embargo americano (che non c’è), ma per il brulicare di interessi incontenibili di una nuova classe di boliburghesi che si era impadronita SENZA ALCUNA COMPETENZA di aziende in tutto il paese

29.  agricole, soprattutto, di trasformazione, della birra (polar), della farina di mais (arepa), della carta igienica (come a Cuba!) e infine del TRASPORTO e della VENDITA nei supermercati delle varie catene gestitite da generali, deputati, funzionari, testadiferro.
30. Ora, il modello cubano che prevede che sia lo stato a comprare tutto con i soldi dei cittadini, e poi a DISTRIBUIRE equamente secondo precise liste di necessità, compilate da solerti funzionari del popolo, che ascoltano tutte le istanze, bla bla bla.
31. Questo sistema, anche se asfissiante ma perfettamente oliato in Cuba, applicato in Venezuela ha significato l’esplosione degli accaparramenti, delle deviazioni, dei privilegi, del mercato nero e infine e della criminalità non-organizzata (colectivos), ovvero come le brigadas de intervencion rapida (cubane)
32. Chi infatti controlla FISICAMENTE i barrios, DOPO che la merce è stata acquistata?
A cosa servono i CIRCULOS BOLIVARIANOS se non a spiare tutti i buoni e cattivi chavisti, e a ripartire i privilegi o gli abusi?
33. Il modello, anche qui, è dei CDR cubani, comitati per la DIFESA della rivoluzione, diffusi ogni 50-100 case, che sono RESPONSABILI di far sapere al PARTITO i buoni e i cattivi, GIORNO DOPO GIORNO.
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34. Conclusioni:
Il modello chavista è in realtà il modello cubano 2.0 export version, completo di App e slides, ma si è dimostrato ancora una volta fallimentare DI PER SE’ STESSO, e non per l’ingerenza americana, che fino ad ora NON c’è stata!
35. Questa nuova fase è dovuta ad ATTO DI CORAGGIO dell’opposizione, CHE RICORDO CONTROLLA L’ASSEMBLEA NAZIONALE LEGITTIMAMENTE, e che ricorre alla CONTESTAZIONE DEL POTERE, RITENENDOLO (e potendolo provare) ABUSIVO.
36. E’ vero che l’intervento Americano risulta come una inquietante deroga all’attuale dottrina di Trump, che prevede il disimpegno o il deal, ma la situazione venezuelana non avrebbe via d’uscita senza che un alleato potente riconosca il presidente autoeletto.






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